LASERTERAPIA


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Epilazione permanente

 

A cura di Monica Masullo e  Giovanna Turitto.

Il concetto della riduzione dei peli tramite terapia laser o luce pulsata è basata sulla teoria della fototermolisi selettiva.

 

La penetrazione del raggio laser aumenta all'aumentare della lunghezza d'onda. Le lunghezze d'onda utilizzabili per la depilazione sono comprese tra 600 e 1200 nm . Quelle tra 600 e 700 nm mostrano il maggior assorbimento da parte della melanina anche se con un danno termico all'epidermide superiore a quello provocato da lunghezze d'onda più lunghe. Per questo motivo sono preferibili le lunghezze d'onda più lunghe (laser NdYAG o luce pulsata) che penetrano maggiormente nel derma, riducendo l'interferenza da assorbimento della melanina epidermica.

La durata di ogni singola seduta varia da 10 minuti a 2 ore o più a seconda dell'estensione del campo. Durante il trattamento è obbligatorio indossare occhiali di protezione.

Non tutti i peli vengono rimossi in un'unica seduta. Dopo la terapia non ci si deve esporre a raggi solari o ultravioletti per almeno due settimane e proteggersi con creme a schermo totale.

 

L'impulso del laser può distruggere solamente le radici che si trovano nella fase di crescita (anagen). In ogni regione del corpo si trova una percentuale differente di peli in fase di crescita, che si situa in media intorno al 60%. La densità dei peli diminuirà visibilmente dopo un paio di trattamenti ma per una eliminazione completa sono normalmente necessarie da 3 a 6 sedute, al ritmo di un trattamento ogni 4-6 settimane.

 

Epilazione Ascelle Schiene Torace Inguine interno Cosce                 Epilazione Schiene Braccia Gambe Toraci

 

Situazione iniziale e dopo 3 sedute

 

Le 4 fasi del trattamento:

 

DEPILAZIONE LASER DEFINITIVA dei PELI Superflui

 

1) Il manipolo viene appoggiato sul punto da trattare.

2) Il pelo è rasato prima della trattamento.

 

Rimozione Permanente di Peluria e Irsutismo

 

3) La luce laser viene emessa distribuendosi nel tessuto.

 

 

4) L'energia è assorbita dalla melanina del pelo ed è sufficiente per distruggere il follicolo e la ghiandola sebacea.Se il pelo si trova in fase anagen verrà completamente eliminato.

 

 

 

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Laserterapia e capillari

 

Nelle donne è molto frequente la comparsa dei cosiddetti "capillari" alle gambe.

 

In realtà questi "capillari" possono essere classificati in base alle loro dimensioni:

 

-        da 0,1 a 1 mm teleangectasie normalmente di colore rosso

 

-        meno 0,2 mm teleangectasie che formano una rete

 

-        da 1 a 2 mm teleangectasie venulari di colore blu, leggermente rilevate

 

-    da 2 a 4 mm varici di colore cianotico blu.

 

 

Le teleangectasie sono l'espressione di problemi circolatori che possono essere modesti o si possono trovare in un quadro di chiara insufficienza venosa. La presenza di questi vasi va sempre valutata prima di eseguire il trattamento delle teleangectasie. Bisogna sempre distinguere le varici in sistemiche e non sistemiche: le prime sono le varici derivanti dall'insufficienza venosa di una grossa perforante diretta mentre le varici non sistemiche sono legate ad un reflusso venoso che non ha rapporto con i sistemi safenici, come le varici reticolari che dipendono dall'insufficienza dei vasi perforanti, cioè di quei vasi che mettono in comunicazione il circolo venoso superficiale con quello profondo. In molti casi è possibile trattare le teleangectasie senza trattare i vasi di calibro superiore ma ciò espone al rischio di maggiori recidive perché non si agisce sulla causa prima del reflusso.

 

E’ sbagliato considerare causa delle teleangectasie i fattori circolatori: esse possono essere dovute anche a fattori ormonali ed altri fattori. In gravidanza, per esempio, si ha un aumento della distensibilità venosa legata ai livelli di estrogeni e di progesterone; lo stesso accade quando si assumono anticoncezionali. La somministrazione di preparati corticosteroidei per via generale e anche la applicazione topica può determinare la comparsa di teleangectasie. Anche le esposizioni prolungate al sole e a fonti di calore possono generarle. Esistono anche le teleangectasie perimalleolari in genere di calibro finissimo dovute a fattori costituzionali. Queste teleangectasie non vanno mai sclerosate ma trattate solo con il laser. Il matting teelangectasico è un fenomeno abbastanza frequente ed è legato spesso a precedenti iniezioni sclerosanti e a fattori ormonali, anch'esso può essere trattato solo con il laser.

 

Pertanto va differenziata la paziente che presenta delle teleangectasie isolate dalla paziente con vasi reticolari. In questi ultimi casi può essere opportuno eseguire una attenta valutazione della situazione vascolare con la esecuzione di un ecocolordoppler. Purtroppo la maggioranza degli esami eseguiti riguarda soltanto gli assi safenici ed extrasafenici senza particolare riguardo per le vene microperforanti che sono le principali responsabili della comparsa delle teleangectasie. In realtà un ecocolordoppler mirato può essere molto importante anche ai fini di eseguire una scleroterapia "ecoguidata" cioè una sclerosante delle varici reticolari solo in corrispondenza dei punti di reflusso.

 

 

L'insufficienza venosa

 

La comparsa di capillari è spesso legata ad un problema di ritenzione di liquidi. Alla base c'è la perdita di tono e elasticità della parete venosa con conseguente edema e formazione di "cellulite".

Alla base dell'insufficienza venosa vi è l'aumento di calibro del lume venoso, determinato da una meiopragia del tessuto connettivo parietale, cui consegue il deficit della funzione valvolare e il reflusso durante la stazione eretta. Accanto ai riflussi di entità rilevante che interessano i grossi vasi venosi può esistere un riflusso localizzato che interessa un gruppo ristretto di perforanti. Questa è l'evenienza più frequente nelle pazienti che si rivolgono al medico per le teleangectasie degli arti inferiori.

Esistono tutta una serie di fattori che contribuisce alla ritenzione:

 

1)      Fattori costituzionali

2)      Fattori ormonali

3)      Una alimentazione scorretta

 

La terapia dell'insufficienza venosa si basa sull'uso delle calze elastiche e sul drenaggio linfatico manuale.

 

La terapia sclerosante costituisce la terapia migliore per i vasi di medio calibro: (2-4 mm).

La sostanza iniettata danneggia l'endotelio provocando una reazione infiammatoria e una fibrosi della intera parete venosa. In questo modo il sangue viene deviato nelle vene sane con un sensibile miglioramento della circolazione. Pertanto la sclerosante non ha solo una funzione estetica di eliminare un vaso ma anche quella di rendere più efficiente il circolo.

La sclerosante non provoca quasi mai effetti collaterali gravi. La complicanza più frequente è la iperpigmentazione dovuta all'accumulo di emosiderina. La compressione postscleroterapia possa sensibilmente ridurre l'incidenza di tale complicanza. La iperpigmentazione si risolve spontaneamente in un arco di tempo compreso fra 6 mesi e 2 anni. Risponde poco ai comuni schiarenti; buoni risultati si possono avere con laser 532 ND-yag. Vanno sconsigliati peeling al tca o la crioterapia.

Prima delle sclerosanti, la flebectomia ambulatoriale costituisce la metodica chirurgica d'elezione per eliminare le varici reticolari. Si tratta di una tecnica molto semplice: in anestesia locale, dopo aver praticato piccole incisioni, le varici vengono isolate e agganciate con speciali uncini. Le complicazioni in genere sono molto rare (ematomi, parestesie)

I vasi di calibro più piccolo (inferiore 2 mm) possono essere trattati in alternativa con differenti tipi di laser. La tecnica è molto richiesta da pazienti insofferenti dell'ago della scleroterapia o delusi dai risultati della stessa. In altri casi si può ricorrere alla tecnica sclerolaser, cioè all'abbinamento di sclerosante e laserterapia, molto valida soprattutto quando i capillari appaiono piuttosto congesti.

Sotto il diametro di 0,5 mm la terapia laser diventa la più indicata, dato lo scarso successo della terapia sclerosante.

Trattare i capillari molto piccoli con le sclerosanti espone la rischio della comparsa di capillari molto fini nella sede sottoposta a sclerosanti. Le cause sono in genere legate a fattori iatrogeni (eccessiva quantità di volume iniettato, concentrazione eccessiva, assenza di terapia compressiva) ma talora anche legate a fattori predisponenti (obesità, terapia con estrogeni, anemia).Pertanto se esistono capillari molto fini connessi a vasi di maggiori dimensioni e non spariscono dopo il trattamento dei vasi maggiori è sconsigliabile continuare a trattarli con la tecnica sclerosante e più opportuno ricorrere al laser.

 

 

La terapia laser 

   

 

Chiarito il concetto che il trattamento dei vasi degli arti inferiori deve sempre procedere dal vaso più grosso a quello più piccolo, si deve rilevare come il laser vascolare costituisca un recente indubbio progresso nel trattamento dei capillari delle gambe.

Il meccanismo d'azione del laser è completamente diverso da quello delle sclerosanti: la luce del laser è assorbita dall'emoglobina contenuta nei vasi e convertita in calore; questo provoca la denaturazione dei vasi stessi.

I requisiti basilari di un laser per trattare le ectasi vascolari sono:

a)      Una lunghezza d'onda che sia assorbita selettivamente dall'emoglobina;

b)      La capacità di penetrare in profondità;

c)      La durata dell'impulso sufficientemente lunga.

 

I laser ND-Yag riesce a trattare capillari di una certa consistenza e viene considerato il sistema laser d'elezione per le teleangectasie degli arti inferiori sia quelle superficiali di colore rosso sia quelle di colore blu dove costituiscono l'unico strumento impiegabile.

 

 

medicina estetica laserterapia               medicina estetica laserterapia

Prima e dopo.

 

 

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Laserterapia e couperose

 

 

Le teleangectasie non sono altro che dilatazioni dei vasi superficiali della cute.

 

Ai fini estetici le teleangectasie che ci interessano sono quelle che si manifestano sul viso e sugli arti inferiori.

Nel caso del viso le teleangectasie sono il risultato di continue vasodilatazioni indotte da vari fattori. Le teleangectasie possono essere un fenomeno isolato legato all'esposizione solare, alle lampade, alla fragilità capillare.

 

In certi casi può coesistere un certo edema. La cute è molto sensibile e tollera poco cosmetici, profumi e filtri solari.

Lo stadio della rosacea papulosa è caratterizzato dalla comparsa di papule e/o pustole spesso su un fondo eritematoso. Talvolta possono essere coinvolti anche il cuoio capelluto e il collo. I batteri non sono responsabili delle pustole e delle papule della rosacea. Il quadro clinico della rosacea può talora coesistere con il quadro clinico della dermatite seborroica.

Non va dimenticato l'interessamento oculare della rosacea: blefarite, congiuntivite, irite, iridociclite. Spesso questa forma di rosacea, consistente in un bordo infiammato delle palpebre con desquamazione. Possono essere presenti dolore e fotofobia.

 

La rosacea oculare può precedere di anni la comparsa sul resto del viso. Le complicazioni oculari della rosacea sono indipendenti dalla gravità della rosacea del viso. La complicanza più temibile della rosacea oculare è la cheratite, che nei casi gravi può portare anche a opacità corneale con cecità. In questi casi è molto importante la collaborazione tra dermatologo ed oculista. Esiste anche la rosacea da steroidi dovuta alla pregressa applicazione di pomate cortisoniche topiche. Spesso la sospensione dello steroide determina un peggioramento della situazione. Più che un sottotipo di rosacea si può considerare una reazione tossica da farmac.

 

Vanno considerate infine delle forme di rosacea molto rare in cui le lesioni assumono un aspetto granulomatoso: rosacea da gram negativi.

 

 

Le cause

 

La rosacea è una malattia complessa. L'arrossamento improvviso del viso, spesso associato ad arrossamento del collo e della parte alta del tronco costituisce una causa fondamentale perché determina edema dei tessuti e ipertrofia del collageno. Tutti i fattori in grado di provocare arrossamento sono potenzialmente causa di couperose. Lo studio di questo arrossamento è molto importante: vanno valutati i fattori scatenanti, le caratteristiche cliniche e le caratteristiche temporali (frequenza e durata). Vanno escluse le possibili cause internistiche (carcinoide, mastocitosi, feocromocitoma). Va distinto quello accompagnato da sintomatologia nervosa (in genere sudorazione) da quello legato all'azione della muscolatura liscia. Nel primo caso è mediato dal sistema nervoso autonomo mentre nel secondo da agenti vasodilatatori diretti che possono essere o no accompagnati da emicrania. In caso di assenza di emicrania assumono grande importanza i fattori esogeni come alimenti e farmaci.

 

Tra gli alimenti i più incriminati sono l'istamina e la tiramina contenuti nei vini fermentati.Vanno considerati gli additivi alimentari quali il sodio glutammato. Inoltre vanno considerate le spezie.

E' bene ricordare che per quanto riguarda gli alimenti non esiste un test apposito ma risulta importante un’attente anamnesi.

 

Vanno considerati numerosi farmaci: i vasodilatatori, i calcio-antagonisti, i farmaci colinergici, griseofulvina,  cefalosporine, ciproterone acetato, ecc.

 

L'esposizione solare è importante anche se solo una percentuale di pazienti riferisce un peggioramento in seguito al sole. Essa tra 'altro sarebbe una delle cause della degenerazione del tessuto connettivo il quale non costituirebbe più un adeguato supporto per i vasi cutanei.

 

Nella rosacea papulopustolosa si ipotizza inoltre delle anormalità nel dotto pilosebaceo, così come è controverso il ruolo del demodex, soprattutto dal punto di vista immunologico con la comparsa di anticorpi contro antigeni di questo microrganismo, che è in definitiva un acaro, normale abitatore del follicolo pilosebaceo.

 

Interessante pure il ruolo dell'Helicobacter pylori nella patogenesi della rosacea. L'infezione con l'Helicobacter a livello dello stomaco può far aumentare la produzione di sostanze vasoattive quali istamina, prostaglandine e leucotrieni. Sul ruolo dell'Helicobacter, tuttavia, non sono tutti concordi. Nel trattamento per l'Helicobacter si nota un sensibile miglioramento dei sintomi della rosacea cutanea. Probabilmente questo dipende dal fatto che nello schema di terapia dell'Helicobacter sono compresi claritromcina e metronidazolo.

 

 

 

Fattori scatenanti

 

-         ESPOSIZIONE AL SOLE

-         SUDORAZIONE

-         ASSUNZIONE DI CIBI SPEZIATI, FERMENTATI, MARINATI, AFFUMICATI

-         TACHIFAGIA

-         CIBI E BEVANDE CALDE

-         VINO, BIRRA, ALCOLICI

-         CAFFEINA, TEOFILLINA

-         YOGURT, FORMAGGI, CIOCCOLATTO, ACETO  ROSSO, SPINACI, POMODORI, AGRUMI, BANANE.

 

 

Diagnosi Differenziale

 

La couperose e la rosacea vanno differenziati da altre patologie a fini di un corretto inquadramento diagnostico.

 

La rosacea va differenziata dalla:

 

-         dermatite seborroica può coesistere con la rosacea ma ha un aspetto diverso: c'è desquamazione e non ci

          sono pustole

-         fotodermatite in cui prevale una componente allergico-eczematosa con prurito

-         acne in cui sono presenti comedoni assenti nella rosacea

-         rosacea da steroidi in cui la distribuzione della rosacea corrisponde al campo di applicazione della pomata

          cortisonica ed è presente atrofia

-         dermatite periorale, assimilabile in pratica ad una rosacea da steroidi, caratterizzata dalla comparsa

          attorno alla bocca di piccole papule dure. Anch'essa è spesso dovuta all'impiego di steroidi locali

-         lupus discoide in cui sono presenti esiti cicatriziali

-         rosacea granulomatosa differenziata dalle forme tubercolari

-         demodicosi: un’affezione che colpisce l'anziano e che è caratterizzata dalla presenza di papule e pustole a

          disposizione unilaterale sulle guance.

 

 

Terapia medica della rosacea

 

La terapia della rosacea è diversa nelle varie fasi.

 

La prima fase è volta da eliminare le cause scatenanti (prevenzione verso tutto ciò che può provocare vasodilatazione).

 

Esistono dei farmaci che vengono prescritti dal dermatologo.

 

La rosacea nella componente papulosa e pustolosa viene generalmente trattata con antibiotici.

 

 

La terapia cosmetica

 

Per terapia cosmetica si intende l'insieme di regole da seguire nella pratica cosmetica

LA DETERSIONE

Ha  un ruolo importante  per  rimuovere  il sebo che   aumenta la  visibilità delle teleangectasie  e per   ridurre   al minimo la  popolazione  batterica. Deve avvenire  solo una volta  al giorno con acqua tiepida. Si   sconsiglia  di utilizzare le  salviette  rinfrescanti per la presenza  di sostanze  alcoliche. In particolare vengono sconsigliati i detergenti a base di laurilsolfati e solventi irritanti.

L'ESFOLIAZIONE

In questi pazienti la  barriera cutanea è ridotta e  i  comuni   prodotti esfolianti  possono provocare irritazione e  bruciore. Nelle  forme  lievi l'unica  sostanza  indicata è l'acido salicilico che non raggiunge  il derma. Nelle forme gravi l'unica  esfoliazione che  può essere tentata  è quella  meccanica.

 

LA PROTEZIONE SOLARE E LA CURA DEL VISO

La  protezione   solare  è fondamentale e può essere conseguita con uno schermo fisico. IL  topico curativo deve  essere applicato sempre  prima  del filtro solare  e  quest'ultimo prima del  trucco.

Sono da preferire schermi solari contenenti sostanze siliconiche in quanto generalmente non irritanti e non acnigene. E' buona norma evitare astringenti, tonici, preparati a base di canfora, mentolo. Inoltre è importante applicare una o due volte al giorno una crema emolliente per ricostituire la barriera cutanea.

Un particolare problema cosmetologico è costituito dalla possibilità di coprire il rossore e le teleangectasie della couperose. Ciò si ottiene utilizzando una crema base e successivamente il correttore, poi il fondotinta e infine cipria o fard. Nel caso della couperose, il correttore  deve essere di tonalità verde e  va picchiettato molto delicatamente, successivamente si applica il fondotinta che va scelto in una tonalità più vicina possibile all'incarnato. Il fondotinta deve essere sempre di tipo leggero. La cipria deve essere in polvere mentre è da preferire il fard in crema.

GLI  ANTIAGE

La  maggior parte dei soggetti con rosacea non tollera l'acido retinoico. Il retinolo è più tollerato ma  meno efficace. Un’alternativa è la  retinaldeide che ha  anche  un’azione protettiva  sulla couperose.

LA LASERTERAPIA DELLA COUPEROSE

La laserterapia costituisce la migliore metodica per eliminare sia le teleangectasie che l'eritrosi, cioè le due componenti fondamentali che costituiscono i principali inestetismi della rosacea.

 

Il trattamento delle lesioni vascolari si basa sull'assorbimento selettivo da parte dell'emoglobina contenuta nei vasi sanguigni: l'energia assorbita trasformandosi in calore determina un danno mirato sulle strutture vascolari. Ai fini dell'efficacia della radiazione laser contano: la lunghezza d'onda del laser, la durata degli impulsi, la densità di energia, il diametro dello spot. L'importante è che il laser utilizzato sia un laser selettivo per la struttura vascolare. Nonostante ciò andrà sempre eseguita durante il trattamento una protezione della cute con raffreddamento ad aria o con sonda (crioterapia).

 

Molto importante nella terapia laser è la durata dell'impulso: esso deve essere inferiore al tempo di rilassamento termico, cioè al tempo che il tessuto impiega a disperdere il calore nei tessuti circostanti.

 

I laser attivi sulle strutture vascolari sono il laser a diodo e il laserNdYag long pulse.

A causa dell'elevato assorbimento della melanina e del rischio di iperpigmentazioni è necessario prestare attenzione al fototipo.

 

Il trattamento laser delle teleangectasie del viso si esegue avvicinando alla cute il manipolo senza utilizzare aghi. Per effetto della radiazione laser il capillare si riassorbe dando luogo alla formazione di microcroste che si “risolvono” nel giro di una settimana. Normalmente è necessario ritornare sullo stesso capillare almeno una seconda volta. Il trattamento non è doloroso, non richiede anestesia ed è assolutamente compatibile con la vita sociale.

 

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Lipodistrofia o cellulite

La cellulite consiste in un accumulo patologico di tessuto adiposo e acqua nel tessuto sottocutaneo e la seguente deformazione esterna. Questa deformazione è sempre stata una caratteristica del corpo femminile.  La cellulite si origina dall'alterazione della struttura sottocutanea (il pannicolo), cioè di quello strato di tessuto ricco di cellule adipose che si trova sotto la pelle. La modificazione di questo tessuto adiposo e la conseguente comparsa di cellulite è il segnale che qualcosa nell'organismo non funziona in modo corretto. Significa che cause esterne (per esempio stress, sedentarietà, problemi ormonali, intossicazioni, cattiva alimentazione) hanno dato il via a una serie di alterazioni del grasso sottocutaneo. La principale di queste alterazioni è una cattiva circolazione venosa e linfatica (la linfa è un liquido che raccoglie i materiali di scarto dell'organismo e scorre in canali paralleli a quelli del sangue). In secondo luogo la comparsa della cellulite indica che c'è una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti (favorita dalla cattiva circolazione).

Le fasi dello sviluppo della cellulite e la ritenzione idrica

Il problema della cellulite e della ritenzione idrica sono connessi strettamente tra loro. Occorre ricordare che nel nostro corpo ci sono tre diversi tipi di circolazione: quella arteriosa, quella venosa e quella linfatica. Alla circolazione arteriosa è deputato il compito di trasportare il sangue purificato dal fegato e dai polmoni attraverso il corpo, per nutrire e ossigenare i tessuti. Il compito della circolazione venosa è quello di raccogliere il sangue già utilizzato dai tessuti del corpo, e quindi ricco di tossine e di trasportarlo al fegato e ai polmoni perché venga "ripulito". La circolazione linfatica è costituita invece da una rete di piccolissimi canali che trasportano i liquidi linfatici. Questi sono ricchi di scorie che devono essere eliminate passando prima attraverso i vasi venosi del torace, e di lì ai reni e al fegato. Ciò premesso, l'insorgere della cellulite può essere scisso in tre fasi.

Prima fase:

Per motivi diversi: stress, stipsi, fattori ereditari, fumo, sedentarietà, abuso di medicinali (soprattutto la pillola anticoncezionale), cause ormonali e soprattutto cattiva alimentazione la circolazione venosa e linfatica può rallentare e si verificano microlesioni a livello delle pareti capillari. I liquidi e le tossine in essi contenuti tendono a travasare nei tessuti e a ristagnare. Dal momento che questa non è la loro sede naturale l'organismo non riconosce meccanismi per eliminarli. A causa di questi problemi circolatori, compaiono degli edemi localizzati soprattutto alle caviglie, ai polpacci, alle gambe, alle cosce, alle braccia. Questi edemi sono provocati dalla presenza nel tessuto adiposo di liquidi fuoriusciti dai vasi sanguigni. Questi liquidi che ristagnano e di cui il corpo non riesce più a liberarsi, normalmente fanno apparire la pelle molle; toccandola si può avvertire la perdita di tono e di elasticità. Questo è solo l'inizio di una serie di reazioni a catena.

Seconda fase :

Quando i liquidi penetrano tra i tessuti le cellule adipose tendono a distanziarsi l'una dall'altra e non riescono più a svolgere le loro normali funzioni metaboliche. Le fibre elastiche (strutture che hanno la proprietà di rendere la pelle morbida e tesa) sono compresse dall'ingrossamento delle cellule adipose. La cute comincia ad apparire meno elastica e perde anche la sua luminosità. Le fibre di collagene (quelle che formano l'impalcatura dei tessuti e hanno una funzione di sostegno) degenerano.  Il circolo vizioso è compiuto: il sangue pulito proveniente dalle arterie non riesce più ad affluire attraverso i tessuti e quello venoso, ricco di tossine, non riesce ad essere smaltito velocemente e si accumula. Le sostanze tossiche continuano a essere assorbite dai tessuti, peggiorando la situazione. In seguito il tessuto, non riuscendo più a svolgere le sue normali funzioni, modifica la sua struttura. Le fibre di collagene si alterano e i capillari si induriscono. Compare la cosiddetta "pelle a buccia d'arancia".

Terza fase :

Col tempo il tessuto connettivo (una sostanza gelatinosa di rivestimento che si trova in tutti gli organi del nostro corpo) viene alterato. Le molecole di cui esso è costituito cominciano ad ammassarsi e a rendere questo tessuto sempre più duro e spesso. Queste modificazioni del tessuto coinvolgono tutte le altre strutture: cellule adipose, vasi sanguigni, acqua, fibre elastiche e collagene. Se prima queste strutture erano caratterizzate solo da ritenzione idrica, alla fine le alterazioni diventano tali da creare tanti piccoli noduli di grasso imprigionato immodificabili. È l'ultimo stadio della cellulite: stadio in cui la cellulite è definita "sclerotica". Il tessuto diventa duro al tatto, con avvallamenti e macchie di colore.

Questo disturbo colpisce la maggior parte delle donne di razza bianca (circa l'80%). Le donne più predisposte sono quelle "mediterranee" che hanno una conformazione cosiddetta "a pera", con fianchi larghi, ricchi di cellule adipose e cosce robuste. Questa conformazione è dovuta, in genere, all’eccesso di estrogeni. Questi ormoni favoriscono la ritenzione dei liquidi e quindi potrebbero contribuire all'insorgere della cellulite. E' stata inoltre dimostrata l'ereditarietà di questo disturbo.

Le ragazze che arrivano al menarca in sovrappeso rappresentano un facile bersaglio per la cellulite. Quando il sovrappeso si manifesta molto presto, infatti, le gambe sottoposte a un carico eccessivo vanno soggette a gonfiori e non riescono più a smaltire i liquidi accumulati.

Casella di testo:

 

Degenerazione del tessuto e ipertrofia, cioè aumento di volume  delle cellule adipose, ritenzione idrica e stasi di liquido negli spazi intercellulari.

 

Tipi di cellulite

Esistono diversi tipi di cellulite: la cellulite compatta, la cellulite flaccida e quella edematosa. Il primo tipo colpisce di preferenza soggetti in buona condizione fisica e con una muscolatura tonica, il secondo si manifesta specialmente in persone di mezza età che hanno un tessuto ipotonico, il terzo si manifesta in associazione a quella compatta, soprattutto sulle gambe e rappresenta la conseguenza di patologie circolatorie.

Cause e rimedi:

All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.

 

 

Cellulite e attivita' fisica

Praticare attività fisica è molto importante per rendere i muscoli tonici e per ottenere quell’effetto di stiramento della pelle. Ciò  attenua i tipici inestetismi superficiali determinati dalla cellulite.

Cellulite e attività fisica

Diagnosi e terapia alimentare

E' evidente che più la diagnosi è precoce, più aumentano le possibilità di successo della terapia, ma questo non è per niente facile da fare perché le alterazioni iniziali non sono visibili ad occhio nudo, per cui occorrono degli strumenti specifici.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra adiposità localizzata, definita impropriamente cellulite, in cui le cellule adipose sono perfettamente normali e non alterate e la cellulite vera e propria in cui avviene un processo patologico. Si tratta di una malattia che interessa non solo le cellule adipose ma anche il tessuto interstiziale (il tessuto tra cellula e cellula) e i vasi sanguigni più piccoli. L'alterazione di questi vasi, con conseguente difetto di irrorazione dei tessuti circostanti, determina un raffreddamento delle zone interessate che può essere rilevato con particolari strumenti.

Più la situazione degenera più fredda è la cute poiché diminuisce l’irrorazione sanguigna.

Per intervenire sul problema è bene rivolgersi ad un medico che farà un'accurata anamnesi e prescriverà opportuni esami del sangue: questo servirà ad individuare precisamente dove è avvenuta l'alterazione dell'equilibrio cellulare e solo così si potrà consigliare un regime alimentare mirato.

LA PREVENZIONE INIZIA A TAVOLA:

Un corretto stile di vita e un'alimentazione equilibrata che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di un insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad un'alimentazione scorretta.

E' fondamentale, dunque una corretta "educazione alimentare", sapere cioè qual è il modo corretto di mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità, sia che si debba mantenere il peso corporeo sia che si debba dimagrire.

È di fondamentale importanza, inoltre, prendere in considerazione il problema dell'assunzione di acqua durante la giornata.

E’ consigliabile consumare molta acqua. Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere per permettere una buona diuresi e un'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto. Particolare attenzione va messa soprattutto nella lettura delle etichette delle acque minerali, che possono risultare utili o controindicate secondo la quantità di minerali in esse disciolti: per chi soffre di ritenzione idrica, naturalmente, sono controindicate quelle ricche di sodio.
Quelle con il minor rischio di controindicazioni sono le acque oligominerali, che hanno il pregio di depurare le vie urinarie e favoriscono l'eliminazione dell'acido urico.

Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna prestare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite. La prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica o per chi intende prevenirla è ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina).  Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno.
Nel sodio assunto durante il giorno non bisogna considerare solo il sale da cucina ma anche tutti quei prodotti ma ricchi di sodio: dadi, salse, conserve, ecc. Rinunciare ad un po' di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina quali timo, lauro, basilico, cipolla, prezzemolo e aglio

Vista, però, la difficoltà a rinunciare ai sapori "forti", un buon metodo sarebbe quello di seguire alcuni semplici consigli, come:

1) Non aggiungere sale alle pietanze;

2) Evitare i cibi in scatola;

3) Scegliere cotture semplici (vapore, griglia);

4) Consumare frutta ricca di vitamina C e sostanze antiossidanti;

5)Consumare più verdure che saziano e sono poco caloriche;

6)Prestare attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti escludendo i cibi che presentano come primo ingrediente il sale (anche sottoforma di altri nomi, come: Na, cloruro di sodio, fosfato monosodico, bicarbonato di sodio o glutammato di sodio);

7)Evitare cibi molto salati: salumi, formaggi grassi e fermentati, fritti, scatolame; bevande dolcificate, succhi di frutta con sciroppo, alcolici, cioccolato, caffè;

8)Bere molta acqua oligominerale

Da preferire alimenti freschi, ricchi di vitamine e sali minerali ad alto contenuto di fibra (sostanza che facilita la digestione e combatte la stitichezza), vitamina C, E.

Frutta e verdura, (finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche) sono da consumare in grandi quantità sia sotto forma di succhi, sia di centrifugato perché, sono da prediligere quelle che ricche di potassio, sostanza capace di contrastare il sodio (che al contrario favorisce la ritenzione idrica), come piselli, patate, lenticchie, cipolla (soprattutto se viene consumata cruda), che hanno proprietà diuretiche, facilitando l'eliminazione dei liquidi in eccesso e delle sostanze di rifiuto. Inoltre il loro apporto di fibra fa aumentare la velocità del transito intestinale, facilitando l'evacuazione delle scorie alimentari (un buon funzionamento dell'intestino è un altro punto fondamentale per combattere efficacemente il disturbo), riducendo l'assorbimento degli zuccheri e dei grassi, senza interferire con l'utilizzazione delle proteine e degli oligoelementi (ferro, rame, selenio, zinco, magnesio e calcio).

Mirtilli

Particolare attenzione va riposta nei mirtilli che contengono un gran quantitativo di sostanze vasotrofiche dette rutosidi, protettrici delle pareti dei vasi. I frutti di bosco sono ricchi di bioflavonoidi, alleati di una buona microcircolazione. Tutta la frutta ricca di acqua come anguria, melone, fragole ha azione diuretica e ancora di più quella con alto contenuto in potassio come albicocca, ananas, ribes, ciliegia.

La pillola ed altri farmaci:

Da sempre accusati di causare seri problemi di ritenzione idrica, in realtà il ruolo della pillola e di altri farmaci nell'accumulo dei liquidi nell'organismo non è tale da identificarli così spesso come l'origine del problema. Nel caso specifico della pillola, in particolare, la ritenzione idrica che può causare l'anticoncezionale va da 0 a 1 Kg di aumento di peso, praticamente insignificante.
Fino a un aumento di 5-6 kg di peso, infatti (escludendo i gravi casi patologici) è inverosimile attribuirne la causa alla ritenzione idrica.

Come si distingue la cellulite dal grasso:

Il tessuto adiposo di una persona in buona salute, senza problemi di soprappeso, raggiunge, in genere, lo spessore di 1-2  centimetri. In caso di adiposità localizzata questo spessore è maggiore in alcuni punti, ma le cellule che compongono il tessuto adiposo sono normali e si differenziano da quelle di una persona in perfette condizioni fisiologiche solo per il maggior numero e/o per il maggior volume.In caso di lipodistrofia la forma della cellula adiposa e i suoi rapporti con il tessuto connettivo risultano profondamente alterati. Mentre l’adiposità localizzata è tipica di persone tendenti al soprappeso, la “cellulite” può svilupparsi anche in soggetti magri.

Quali sono le terapie mediche:

Mesoterapia: prevede l’uso di farmaci, in piccole quantità che vengono iniettati nelle zone interessate. Messa a punto dal medico francese Pistor negli anni 50, si basa sulla iniezione di un insieme di farmaci, a dosi molto piccole mediante uno o più aghi sottili. Per ottenere risultati soddisfacenti è necessario inoculare il farmaco a livello dermico e non a livelli più profondi. Allo stesso modo è rilevante la scelta dei farmaci da utilizzare, perché variano a secondo dei tipi di patologia: vengono utilizzati antinfiammatori, antiedemigeni, capillaro-protettivi, revitallizzanti cutanei, ecc. Deve perciò essere effettuata una diagnosi accurata e bisogna che si accerti che la paziente non soffra di allergie. La mesoterapia viene praticata da un medico, è indolore e non occorre praticare anestesia. Il ciclo di cura comprende da 8 a 15 sedute con frequenza settimanale, seguito da una di mantenimento mensile. Associando questa tecnica al linfodrenaggio manuale o attraverso elettrostimolazione e laser si ottengono dei buoni risultati.

La mesoterapia è una delle terapie più conosciute ed utilizzate per il trattamento della cellulite.

Estetica: linfodrenaggio, ginnastica passiva e body sculture.

            

Queste tecniche possono essere associate tra loro.

 

Fotoringiovanimento:

E' possibile trattare l’invecchiamento cutaneo mediante la sinergia di una speciale lunghezza d'onda e di una emulsione MTV.


Attraverso questa metodica è possibile stimolare la produzione di collagene, migliorando l'aspetto cutaneo e attenuando i segni visibili del tempo.

 

Il trattamento non è invasivo e non è costoso.

 

Avviene attraverso l’utilizzo dello SKIN MASTER e ogni singola seduta dura circa 40 minuti.

 

I risultati sono visibili dopo la prima seduta. 

 

                                           fotoringiovanimento

Skin master plus

 

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Cure per la pelle.

Laser resurfacing

Durante la prima seduta si ottiene l'asportazione dello strato cutaneo superficiale, nelle sedute successive (2 o 3) il laser stimola la sintesi del collagene favorendo un rimodellamento della pelle.

Dermoabrasione

Peeling, cioè esfoliamento meccanico. In anestesia locale, la pelle viene levigata con una piccola fresa che ha una superficie di lavoro simile alla carta vetrata. Oggi si tende ad abbinare questa pratica al peeling chimico.

Peeling chimico

Con acido glicolico o altri alfa-idrossiacidi, viene effettuato dall'estetista (concentrazione 20-30%), leviga la pelle ma non arriva in profondità quindi il risultato sulle cicatrici è scarso. Meglio il peeling con acido glicolico al 70%, o acido tricloroacetico, o resorcina (fenolo) che possono essere eseguiti solo dal dermatologo. La pelle appare più liscia e luminosa, ma l'effetto ottico dura solo 12 mesi, poi il trattamento va ripetuto. Non tutti i soggetti, inoltre, tollerano queste sostanze chimiche, alcune persone possono essere allergiche agli acidi utilizzati.

 La classificazione delle sostanze utilizzabili per il peeling chimico si basa sulla profondità del danno causato:

  • peeling superficiale se coinvolge solo l'epidermide
  • peeling di media profondità se coinvolge l'epidermide e il derma superficiale
  • peeling profondo se coinvolge epidermide, derma superficiale e medio

In medicina estetica, quello di più pratica utilizzazione è il peeling superficiale o epidermico: porta alla morte delle cellule epidermiche superficiali a cui segue il distacco dell'intero strato corneo e delle cellule vitali danneggiate. Non devono comparire vescicole o bolle; la guarigione deve avvenire spontaneamente in pochi giorni, senza necessità di particolare medicazione.

Tra le sostanze in grado di ottenere un peeling superficiale sono compresi gli alfa-idrossiacidi e, in particolare, l'acido glicolico: alla concentrazione del 50% produce distacco dello strato corneo da quello granuloso, mentre alla concentrazione del 70% vengono coinvolte anche le cellule epidermiche superficiali. L'acido glicolico viene generalmente utilizzato (solo dal medico) al 70%, sia in soluzione acquosa che in gel.

Filling

E’ una tecnica che utilizza diversi materiali per riempire, con microiniezioni sottocutanee, il solco della cicatrice. Funziona solo per le cicatrici atrofiche (scavate) e non per quelle ipertrofiche (in rilievo e con pelle ispessita). Le sostanze utilizzate, acido ialuronico, collagene, silicone, goretex, grasso autologo (prelevato da altri tessuti del paziente), sono tutte sicure ma col tempo (6-8 mesi) queste sostanze vengono riassorbite e l'effetto estetico viene meno. Se la cicatrice è molto profonda, tuttavia, l'effetto sarà significativo.

 

Trattamento delle rughe (antiaging)

 

  “Cancellazione” delle rughe del volto con il Laser

 

La pelle del volto tende ad assottigliarsi e a rilassarsi con l’età.

La tendenza della pelle a fissurarsi è dovuta prevalentemente alla perdita in collagene e alla disidratazione. Ciò può essere provocato, oltre che dal naturale invecchiamento, anche da altri fattori quali fumo, stress, esposizione solare, nutrizione scorretta, inquinamento atmosferico.

 

Trattamento delle rughe del volto

 

Il raggio laser vaporizza lo strato superficiale della pelle addolcendo i solchi delle rughe. L’epidermide che resta al di sotto produrrà in seguito cellule nuove e verrà stimolata la formazione di collagene con un netto miglioramento della tessitura della pelle. Si possono trattare le rughe del contorno occhi e della regione periorale (intorno alla bocca).

Il Laser può anche essere usato per il trattamento delle “macchie senili” delle mani e del volto, dei tatuaggi e delle cicatrici in genere. Dopo la terapia la pelle risulta più tesa, liscia e levigata.

Il trattamento laser è del tutto sicuro e non esiste alcun rischio di emorragia.

 

Dopo un congruo periodo di preparazione della pelle con applicazioni di vitamina A e di creme idratanti il trattamento può essere eseguito in anestesia locale con una semplice iniezione come quella del dentista. Il tempo di recupero è breve.

Nelle prime 48 ore non bisogna esporsi al sole ed è necessario applicare sulla pelle creme antibiotiche, idratanti ed antiinfiammatorie. Qualche piccolo fastidio sarà dovuto ad una sensazione di calore. In seguito i disagi scompariranno e sarà sufficiente l’utilizzo di vaselina e idratanti. Per un certo periodo di tempo (10-15gg) la cute assumerà un aspetto liscio ed un colore rosso vivo che sarà facilmente mascherato dal trucco.

Intorno agli occhi potranno apparire piccoli gonfiori. Dovrà essere evitata l’esposizione diretta al sole per 3 mesi.

 

I risultati sono eccellenti. In particolare le rughe più profonde saranno attenuate e quelle più fini scomparse. Il trattamento, dove non del tutto efficiente, può essere ripetuto dopo qualche tempo senza alcun pericolo. Per prolungare gli effetti della terapia sarà utile continuare l’utilizzo di vitamina A.

TRATTAMENTO LASER DELLE CICATRICI ACNEICHE

Nelle forme di acne cistica dopo la guarigione rimangono esiti cicatriziali che è impossibile trattare in modo soddisfacente anche con i peelings "profondi". Oggi questi inestetismi si possono risolvere con un unico trattamento, senza anestesia e senza necessità di ricovero.Il LASER RESURFACING con ERBIUM LASER (fotodermoabrasione) è una tecnica che grazie al raggio laser determina una vaporizzazione dello strato di cute interessata dalle cicatrici (senza danneggiare i tessuti sottostanti), con formazione di una "nuova pelle", e quindi la scomparsa del 70% delle cicatrici (rimangono quelle più profonde ma sono meno evidenti).

 

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